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Concerto Gospel con il coro Fields of Joy


L’Associazione Aurlindin onlus

Invita al Concerto Gospel con il coro Fields of Joy – sabato 25 novembre 2006 ore 21 al Civico Tempio di San Sebastiano – via Torino 28 Milano
Ingresso a contributo libero (il ricavato andrà interamente devoluto alla formazione di volontari )

Repertorio:
B.Harper; Well Well Well (F)
Traditional: Plenty good room (F)
D. Holland (1999): Let it rise (Ab)
Etta James: something gotta hold on me (C)
Traditional: Kumbaya (Ab)
Bill Whiters: Lean on me (G)
Traditional: Never turn back (Ab)
Take 6: Wing of your prayer (G new)
S. Smallwood: Salm 8 (new eb)
Rev. K. Moncrief: One big family (Bb)
Bob Markey: Redemption Song (C)
Christine Mc Vie: Songbird (F)
Israel New Breed : Again I say rejoice (E)
Traditional: Amazing Grace (C)
R Smallwood: Total praise (D)
Rev. K Moncrief: Oh give thanks unto the Lord (B)
Traditional (1905): His eyes his on the sparrow (F)
L.Cohen (1994): Hallelujah www.manifestazioni.com
Fielofjoy: Let me thank you Lord
Traditional: Heaven (A)
M. Jackson: Move on up a little higher (G)
U2: I still haven’t found (A)
Celtic Traditional: Geordie
Traditional: They got the word (A)


Aurlindin onlus
Essere volontario significa essere protagonisti del bene dell’altro.
Essere volontario è questione di dono, di gratuità, di azione che va verso l’altro per il bene di tutti, per il fatto che ci si sente corresponsabili per i destini degli altri.
Il nostro volontariato ha in sé una forza che desidera cambiare la società trasformandola in comunità riconosciuta per nome, per la sua unicità e dignità.
Molteplici sono i rami in cui si snoda la sua azione.
Il volontario Aurlindin deve prima di tutto aver lavorato su se stesso ed aver trasformato i suoi limiti in punti di forza, le sue ombre in punti di luce. Solo dopo essere passato da se stesso potrà attraversare le proprie esperienze ed andare incontro all’altro.
Al primo punto c’è il desiderio di istituire il culto della morte che in Italia come in altri paesi ha lasciato il posto alla paura e all’omertà.
Comprendere e prepararsi alla morte significa definirla trapasso e in qualche modo trasformarla da “macabra” strada senza uscita a “giocoso” passaggio di luce.
Prepararsi al trapasso significa comprendere il senso della vita e reimpostare la vita ristabilendo i giusti valori .
Spesso accade che per un incidente o una malattia si dica “ho visto in faccia la morte” e questo dà un senso diverso alla propria vita, si coglie una nuova opportunità nascente.
Ecco noi volgiamo far vedere la morte per comprenderla senza necessariamente incontrarla .
Il sostegno viene dato a quelle persone che stanno vivendo il percorso al trapasso da parte di un congiunto o vicino. Queste “figure” hanno un compito importantissimo, delicato e profondamente vissuto. A volte non si allontanano mai dal letto del malato e sentono la tensione, la responsabilità. Devono mettere a disposizione del malato tutta la forza e l’energia e arrivano al limite della sopportazione. Noi siamo presenti per ascoltarli, sostenerli. Non sempre ci viene chiesto di sostituirli ma spesso di affiancarli .
L’accompagnamento al trapasso è una fase molto delicata ed importante della vita di un uomo. E’ un passaggio e questo passaggio deve essere sostenuto nell’unità del corpo, della mente e dello Spirito.
L’elaborazione del lutto è l’aiuto che viene offerto a chi ha già vissuto una perdita ma ha bisogno di comprenderla, farla sua per andare oltre.

L’Associazione Aurlindin onlus nasce dal desiderio di alcune persone di dare un sostegno sociale, psicologico e spirituale ai malati gravi e alle loro famiglie.
Si ispira al principio del rispetto della dignità della persona in qualsiasi momento della sua vita, soprattutto nelle situazioni in cui si vive drammaticamente quell’evento naturale ed ineluttabile che è la fase terminale del trapasso.
Nel momento del trapasso è importante avere accanto qualcuno che aiuti ad affrontarlo serenamente.
Il nostro obiettivo è quello di assistere i malati e le loro famiglie, di appoggiare i progetti delle associazioni che già si occupano di malati terminali o malattie rare, e di offrire un sostegno consapevole a chi si trova spesso solo impreparato ad affrontare la morte, sia a domicilio, sia nelle strutture ospedaliere a noi convenzionale.
Per questo i nostri volontari devono essere persone sensibili e preparate, in continua formazione, per essere pronti ad affrontare qualsiasi situazione.
Tutti possono sostenerci sia condividendo con noi fattivamente l’opera di volontariato, sia mediante un versamento sul c/c postale n. 58887522

Per maggiori informazioni annac@fnaai.it oppure 3474864218


RÉF : 163253

TéL : 3474864218



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